NON SONO INCIDENTI. SONO VITE CHE NON TORNANO A CASA

COMUNICATO STAMPA – A.Ri.Bi. Associazione per il Rilancio della BiciclettaÈ successo nella nostra provincia.Ancora.Un altro incidente gravissimo.Un’altra…

COMUNICATO STAMPA – A.Ri.Bi. Associazione per il Rilancio della Bicicletta
È successo nella nostra provincia.
Ancora.
Un altro incidente gravissimo.
Un’altra vita spezzata della nostra terra.
Tutta la gioia di una giornata di sport può essere spazzata via in un istante.
Un soffio.
E resta un vuoto infinito.
Francesco Mazzoleni, giovanissimo corridore, è stato investito mentre si allenava sulle strade di casa.
Solo 19 anni.
Un’altra vita spezzata.
Sulle cause sono in corso gli accertamenti.
Non entriamo nella dinamica.
Non è questo il momento delle ricostruzioni.
È il momento del silenzio, del rispetto, del dolore.
Ma è anche il momento di dire con forza una verità che non può più essere ignorata.
Sulla strada non ci sono mezzi.
Sulla strada ci sono ESSERI UMANI.
Il ciclista è fragile.
Il pedone è fragile.
Chi è esposto non ha protezioni, non ha carrozzeria, non ha airbag.
Chi guida un mezzo più potente — dal motociclo, all’automobile, fino ai mezzi pesanti — ha una responsabilità enorme.
Perché non è il mezzo che travolge.
È chi lo conduce che può generare, o evitare, un incidente.
Ogni volante impugnato, ogni acceleratore premuto, ogni sorpasso azzardato è una scelta.
Una scelta che può fare la differenza tra la vita e la morte.
Chiediamo con forza a chiunque possieda una patente:
MASSIMA ATTENZIONE.
MASSIMA CONCENTRAZIONE.
MASSIMA LUCIDITÀ.
Sempre.
Non solo quando vediamo una bicicletta.
Non solo quando attraversa un pedone.
Sempre.
Perché sulla strada non ci sono ostacoli.
Ci sono persone.
Figli.
Amici.
Sogni.
Futuri.
Ogni volta che accade una tragedia nella nostra provincia, diciamo “mai più”.
E poi accade ancora.
Noi non ci rassegniamo.
Non possiamo.
Non vogliamo.
La sicurezza stradale non è un tema tecnico.
È una questione di coscienza.
È una questione di responsabilità individuale.
È una questione di umanità.
Bergamo è una terra di lavoro, di sport, di sacrificio, di comunità.
Non possiamo accettare che le sue strade diventino luoghi di dolore evitabile.
Che questo dolore diventi almeno consapevolezza.
Che chi si mette alla guida senta il peso — e l’onore — della responsabilità che ha tra le mani.
Perché la strada è di tutti.
E la vita non è sostituibile.
Per i nostri figli. Per ogni vita che pedala.
A.Ri.Bi. – Associazione per il Rilancio della Bicicletta

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