Addio a Guido Zocchi, una vita di corsa tra motori, remi e passione

Si è spento questa mattina a 72 anni un protagonista del fuoristrada italiano. Per noi della Valli…

Si è spento questa mattina a 72 anni un protagonista del fuoristrada italiano. Per noi della Valli Legend è stato prima di tutto un amico, e un maestro generoso. Ci sono notizie che non vorresti mai scrivere. Questa mattina, all’età di 72 anni, Guido Zocchi ci ha lasciati, e a noi della Valli Legend e della Scuderia Norelli è mancato un amico. Guido lo avevamo conosciuto nei mesi in cui, insieme a Massimo Sironi, la Norelli stava mettendo in piedi la Valli Bergamasche Revival del 2022. Era un’impresa che richiedeva idee chiare e piedi per terra, e lui, organizzatore di eventi sportivi di lungo corso, ci ha dato una mano senza che dovessimo chiedergliela due volte. I suoi consigli erano diretti, concreti, frutto di chi quelle cose le aveva fatte davvero, sul campo, per una vita intera. Non chiedeva nulla in cambio: gli bastava che l’evento nascesse bene. Quell’aiuto non lo dimenticheremo. Nato a Gallarate il 13 maggio 1954, Guido ha avuto fin da ragazzo una vitalità fuori dal comune. Da adolescente si dedica allo sci, gareggiando al fianco di Gustav e Roland Thöni, nomi che hanno fatto la storia degli sport invernali italiani. Poi arriva la moto, e non lo molla più. A 14 anni disputa la sua prima gara in sella a un Aspes 50, marchio al quale resterà legato per sempre. In più di dieci anni di attività agonistica si impone in diverse categorie, sia nel motocross sia nella regolarità, costruendo un palmarès di cui andare fieri. Non contento, trova nel canottaggio una nuova sfida: e anche lì i risultati arrivano, con titoli italiani, europei e mondiali nella categoria Master. Un atleta vero, capace di eccellere in discipline diversissime con la stessa determinazione. Ma se c’è una cosa che ha davvero definito Guido, è stata la sua straordinaria attitudine a creare. Nel 1978, a soli 24 anni, fonda la sua prima scuderia, il Gizeta Cross Team, dando spazio a tanti giovani promettenti. Molti di loro, di lì a poco, sarebbero diventati protagonisti nel motocross e nella regolarità, conquistando titoli italiani e mondiali. Saper credere nei giovani, e farli crescere: anche questo era Guido. La sua inventiva non conosce soste. Pianifica e coordina una lunga serie di eventi di caratura nazionale e mondiale, tra cui spiccano diverse edizioni del prestigioso Rally di Sardegna, raid internazionale dedicato ad auto e moto. Diventa Direttore di Gara internazionale e nazionale per la FMI e la CSAI, impegnandosi con dedizione nel mondo del fuoristrada. Agli inizi degli anni Novanta arriva il fiore all’occhiello della sua carriera: la ristrutturazione del campo di motocross della Malpensa, ribattezzato Motor Stadium Malpensa, che ospiterà anche il Mondiale 1992 classe 250. Chiusa quella stagione, Guido non si è mai davvero fermato. Cinque anni fa è tornato in prima linea, questa volta nel mondo del cross d’epoca, dando vita alla RSP Classic, manifestazione internazionale che si svolge sul tracciato di Arco di Trento. Un evento nato dall’amore per le moto di una volta, e per tutte le persone che ancora le fanno rivivere. È un mondo che conosciamo bene, e che oggi appare un po’ più vuoto. Un amico, prima di tutto Si può raccontare una vita con le date, i titoli, le gare. Ma quello che resta, alla fine, è altro: è il modo in cui una persona ti ha fatto sentire. Guido era appassionato, instancabile, generoso. Una figura importante del motocross e del fuoristrada italiano, certo. Ma per noi è stato soprattutto un amico che ha creduto in quello che stavamo facendo e ci ha aiutato a farlo bene. Grazie di tutto, Guido. Il tuo entusiasmo e i tuoi consigli resteranno con noi ogni volta che metteremo in piedi un evento, con la stessa passione che ci hai insegnato. Alla famiglia e a tutti i suoi cari va il nostro abbraccio più sincero ciao

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