Mobilità sostenibile e mobilità leggera: il progetto MOST chiude il primo ciclo e guarda al futuro
Si è svolta questa mattina la fase conclusiva del primo step del progetto MOST – Spoke 5,…
Si è svolta questa mattina la fase conclusiva del primo step del progetto MOST – Spoke 5, dedicato all’innovazione nella mobilità leggera, un percorso articolato di ricerca, sperimentazione e prototipazione reso possibile grazie alle risorse del PNRR e finalizzato allo sviluppo concreto della mobilità sostenibile.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di: Sergio Cavalieri, attuale Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Stefano Paleari, già Rettore dell’Università di Bergamo e Rodolfo Faglia, Responsabile MOST – Università degli Studi di Brescia. Il cuore tematico della mattinata è stato senza dubbio la bicicletta, interpretata nella sua dimensione più ampia: valore etico, sociale, ambientale, sportivo e scientifico. Grande attenzione è stata dedicata allo studio del corpo umano, della postura, della messa in sella e della biomeccanica, grazie al lavoro svolto presso il CUS dell’Università di Bergamo, dove ricerca e attività sportiva si integrano in modo esemplare.
Il ruolo centrale del Professor Paolo Malighetti . Anima scientifica dello Spoke 5 è il Professor Paolo Malighetti, che ha guidato con visione e competenza l’intero progetto, accompagnando università, imprese e territorio in un percorso di trasformazione della ricerca in applicazioni concrete. Attorno a lui si è sviluppata una vera alleanza tra università, istituzioni e mondo imprenditoriale, capace di produrre risultati che non devono restare sospesi, ma diventare eredità concreta, trasferimento di competenze, base solida per una seconda fase progettuale.
Le istituzioni, le imprese, le associazioni Particolarmente significativo l’intervento di Vittorio Scaravaggi, che ha portato il contributo delle associazioni A.Ri.Bi., Team Gerobike, Legambiente e Terre del Gerundo, testimoniando come il mondo associativo possa essere un alleato strategico delle istituzioni nella promozione della mobilità ciclistica e nel mantenimento degli standard qualitativi delle infrastrutture. Nel suo intervento è stato inoltre richiamato il grande progetto della ciclovia Monaco–Milano, citato anche dall’Assessore regionale Claudia Maria Terzi, che ha ribadito con puntualità le strategie di Regione Lombardia, orientate a investimenti pubblici capaci di generare ricadute collettive, immediate e durature. Molto seguito anche l’intervento di Furio Pradella – Pradella Sistemi, esempio virtuoso di come intuizioni visionarie si siano trasformate in infrastrutture reali e in un’eccellenza industriale italiana oggi riconosciuta anche a livello internazionale. Di grande valore anche il contributo del Sindaco di Treviglio, Iuri Imeri, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nella conclusione del progetto Bicipolitana, nello sviluppo dell’intermodalità grazie alla presenza di due stazioni ferroviarie sul territorio, e nella volontà di rendere Treviglio sempre più attrattiva per il popolo dei ciclisti.
Due sale, due anime: ricerca e infrastrutture. Le conferenze si sono svolte in due sale parallele: una dedicata a innovazione, tecnologia e ricerca l’altra alle infrastrutture ciclabili, alla pianificazione territoriale e alla realizzazione concreta delle opere.
Presenti anche gli studenti dell’Imiberg di Bergamo, a dimostrazione di quanto il progetto MOST rappresenti anche un’importante occasione formativa per le nuove generazioni.
Nel momento conclusivo sono intervenuti, tra gli altri: Paolo Malighetti – Spoke Leader 5, Simone Biffi – Consigliere Provinciale di Bergamo, Gianmarco Montanari – Direttore Generale MOST e Claudia Maria Terzi – Assessore Regione Lombardia alle Infrastrutture e Opere Pubbliche Prototipi, sensori e nuove soluzioni per il trasporto di grande impatto l’area espositiva, dove è stato possibile ammirare prototipi innovativi: una bicicletta divisibile in due, pensata per facilitare il trasporto, sensori applicati alle biciclette capaci di rilevare qualità dell’aria, rumore, fondo stradale, incroci e criticità, con trasmissione dei dati in tempo reale per la mappatura intelligente del territorio. Strumenti che permettono di trasformare il ciclista in sensore mobile della città, generando dati utilissimi per la sicurezza, la pianificazione e la manutenzione delle infrastrutture. Fondamentale la presenza e il contributo di grandi realtà come Pirelli, Brembo, Poste Italiane, oltre alla collaborazione con SACBO, che ha conferito ulteriore prestigio e solidità al progetto.
Una partecipazione straordinaria. La partecipazione è stata altissima, con sale gremite e persone anche in piedi, a dimostrazione di quanto il tema della mobilità sostenibile e leggera sia oggi centrale per cittadini, istituzioni e imprese.
Il ruolo di A.Ri.Bi. È stato per me un onore rappresentare A.Ri.Bi. in questo importante appuntamento. Da oltre quarant’anni la nostra associazione crede nella bicicletta come strumento di cultura, salute, sostenibilità, sicurezza stradale e futuro.
Il progetto MOST dimostra che la mobilità sostenibile non è più solo una visione, ma una direzione concreta, misurabile, condivisa.
Ora l’impegno è uno solo:
non fermarsi, non disperdere, ma trasformare tutto questo in azioni strutturali sul territorio.
